“IL GOVERNATORE LOMBARDO NON CERCHI GUERRA MA SINERGIE”
“Il governo Lombardo cerchi il dialogo e non la guerra con il commissario dello Stato. E’ sotto gli occhi di tutti che la prima legge sul bilancio regionale è stata un cattivo esempio di gestione e la seconda, oggetto di una massiccia impugnativa, rappresenta la brutta copia di un cattivo esempio!”. Lo dice il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, lanciando un appello al Governo Regionale, affinché cerchi non lo scontro, ma l’interlocuzione con i vari livelli istituzionali, dopo l’impugnativa della legge finanziaria da parte del commissario dello Stato.
“Il governo regionale – continua Cascio – per tutto il tempo in cui all’esecutivo nazionale c’e stato Berlusconi, gli ha reiteratamente imputato il degrado economico della Sicilia attribuendolo al fatto che il PDL stava all’opposizione, ma ora che al Governo ci sono Monti e i suoi tecnici e il loro atteggiamento è ben più rigido nei nostri confronti, è caduto ogni alibi politico per Lombardo”.
“Credo – aggiunge Cascio – che il presidente Lombardo, in questi pochi mesi di governo che gli rimangono, piuttosto che avvelenare ulteriormente il clima, dovrebbe cercare un dialogo costruttivo con il governo nazionale per rispondere adeguatamente al mondo del precariato, che non può essere abbandonato a se stesso”.
“Invece – sottolinea Cascio – il governo regionale si intestardisce a fare la guerra. Atteggiamento quest’ultimo valutato evidentemente più conveniente sul piano del consenso elettorale, ma a quale prezzo? Quello di lasciare a chi verrà dopo in eredità, un’impossibile missione di risanamento. Senza parlare poi del fatto che sgomenta che, mentre Roma cerca con una manovra disperata di recuperare 4 miliardi di euro per tutta l’Italia, il governo regionale decide di rinunciare ai 10 miliardi di euro che l’Europa ci ha offerto e che rappresentano l’ultima occasione di rilancio”.
“E’ probabile che – rimarca Cascio – possa esserci una banca disposta a concedere un altro mutuo alla Regione a patto che si paghino interessi più alti, ma che futuro potrà mai avere la Sicilia con sei miliardi di euro di debiti, con migliaia di precari e con il buco nero della formazione che, da sola, assorbe la metà di tutta la spesa formativa italiana?”
“Rivolgo – conclude Cascio – un appello accorato al Presidente Lombardo e alla sua Giunta, affinché raddrizzino il tiro di questo inutile e dannoso braccio di ferro per tentare di dare alla nostra terra un’opportunità di sviluppo, auspicando in tal senso una convergenza di tutte le forze politiche a che si abbassino i toni e ci si rimbocchi le maniche per salvare il salvabile”.
